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February 27 Il giorno in cui....
Il giorno in cui fiorì il loto, Ogni tanto però Quella vaga dolcezza Non sapevo allora Rabindranath Tagore February 25 Frozen....![]() You only see what your eyes want to see
How can life be what you want it to be You're frozen When your heart's not open You're so consumed with how much you get You waste your time with hate and regret You're broken When your heart's not open Chorus: Mmmmmm, if I could melt your heart Mmmmmm, we'd never be apart Mmmmmm, give yourself to me Mmmmmm, you hold the key Now there's no point in placing the blame And you should know I suffer the same If I lose you My heart will be broken Love is a bird, she needs to fly Let all the hurt inside of you die You're frozen When your heart's not open (chorus) (verse) (chorus, repeat) If I could melt your heart ( A me stessa) February 23 Another Day in Paradise
She calls out to the man on the street "Sir, can you help me? It's cold and I've nowhere to sleep, Is there somewhere you can tell me?" He walks on, doesn't look back He pretends he can't hear her Starts to whistle as he crosses the street Seems embarrassed to be there Oh think twice, it's another day for You and me in paradise Oh think twice, it's just another day for you, You and me in paradise She calls out to the man on the street He can see she's been crying She's got blisters on the soles of her feet Can't walk but she's trying Oh think twice... Oh lord, is there nothing more anybody can do Oh lord, there must be something you can say You can tell from the lines on her face You can see that she's been there Probably been moved on from every place 'Cos she didn't fit in there Oh think twice... February 20 Credevo...
Credevo che il mio viaggio Credevo che la strada Credevo che fosse giunto Scopro invece Rabindranath Tagore February 16 Il pesciolino d'oro
Sul mare-oceano, sull'isola di Bujan, c'era una volta una piccola casetta, un' izba decrepita. In questa izba vivevano un vecchio con la sua vecchietta. Vivevano in grande povertà: il vecchio fabbricava le reti e andava al mare per prendere i pesci. Ne prendeva solo quanto ne bastava per il vitto quotidiano. February 14 Mostri..
C'E' CHI HA IL TATTO E LA SENSIBILITA' DI UN ELEFANTE.....
E VA DECANTANDO LE SUE BUONE QUALITA'..MA QUALI QUALITA', MI SA CHE NON SA COSA SIANO ...
QUESTE PERSONE NON SONO ALTRO CHE MOSTRI...CHE SI SPACCIANO PER OTTIME PERSONE.
CHE SCHIFO CHE ESISTA GENTE DI QUESTO TIPO... February 10 FOIBA (oggi giornata del ricordo)
La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale 'Giorno del ricordo' al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della piu' complessa vicenda del confine orientale'. Con queste parole, tratte dal testo legislativo che nel marzo del 2004 stabiliva l'ufficialita' della ricorrenza oggi festeggiata per il quarto anno consecutivo, lo Stato italiano stabiliva a distanza di decenni dalla fine della Seconda guerra mondiale di tributare un riconoscimento ai congiunti degli infoibati. E di portare cosi' alla luce del sole vicende dolorose ma fino ad allora rimaste spesso ignote a quanti non vissero i giorni drammatici della fine del conflitto. ll termine 'foiba' deriva dal latino 'fovea', che significa 'fossa'; le foibe, infatti, sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall'erosione di corsi d'acqua; possono raggiungere i 200 metri di profondita'. Ha assunto il terribile significato che ha oggi soltanto dopo la seconda guerra mondiale, quando migliaia di abitanti della zona di Trieste, della Dalmazia e dell’Istria vennero "infoibati", ovvero gettati vivi in queste cavità naturali a forma di imbuto rovesciato. Non tutte le foibe, però, erano cavità naturali. La più tristemente famosa, infatti, la foiba di BASOVIZZA, era nata come un pozzo scavato nei primi anni del ‘900 alla ricerca di carbone e profondo 256 metri. Si calcola che in Istria ve ne siano piu' di 1.700. Cio' che rende tristemente famose queste cavita' geologiche e' tuttavia legato all'uso che i partigiani iugoslavi ne fecero dal 1943 al '45 come sito per l'occultamento di cadaveri. Questo particolare e agghiacciante utilizzo delle foibe avvenne in due periodi. Il primo e' successivo all'8 settembre 1943, cioe' all'armistizio tra Italia e Alleati. In quel periodo nei territori dell'Istria, abbandonati dai soldati italiani, i partigiani delle formazioni slave, ma anche gente comune, per lo piu' delle campagne, fucilarono o gettarono nelle foibe centinaia di cittadini italiani, bollati come 'nemici del popolo'.Il secondo e piu' intenso periodo di 'infoibamento' accadde tra il primo maggio e il 12 giugno 1945 (quando gli anglo-americani rientrarono a Trieste occupata dalle milizie di Tito) tra Trieste e Gorizia, con l'uccisione di diverse migliaia di persone, molte delle quali gettate vive nelle foibe. La 'foiba' piu' conosciuta e' quella di Basovizza, sebbene si tratti di un pozzo artificiale e non di una cavita' naturale. Riguardo a questo secondo momento le cronache parlano di un imponente tentativo di epurazione e di 'caccia all'italiano'. Il numero globale degli 'infoibati' e' ancora incerto.
Le torture subite dagli infoibati I corpi rinvenuti dalle foibe, seppur in avanzato stato di decomposizione rivelano le torture e gli abusi subiti prima della loro morte. Qual è dunque stato il loro calvario? Testimonianza di uomini sopravvissuti miracolosamente a questa tragica esperienza e i referti dei medici che hanno esaminato le salme ci permettono di ricostruire a grandi linee l'atteggiamento generale dei partigiani nei confronti delle vittime, che erano indistintamente sia uomini che donne, talvolta incinte. Venivano prelevati dalle loro stesse case, condotti in locali occupati dai titini e lì torturati a lungo con i polsi legati dal filo di ferro, stretto a tal punto che ogni movimento provocava loro profondi tagli. I prigionieri erano tenuti a digiuno e malmenati brutalmente finché le loro guardie non si erano divertite abbastanza. Non erano poi rari i casi di stupro. Legati a coppie con altro filo di ferro percorrevano un tratto a piedi, solitamente scalzi,fino all'orlo delle foibe. Qui, nuovamente picchiati e coi polsi ormai martoriati, venivano svestiti; tutti i loro averi venivano presi e spartiti tra i partigiani, che a volte si impadronivano addirittura dei loro denti d'oro, staccati con violenti colpi di fucile al viso. A questo punto i prigionieri denudati e provati dalle sofferenze inflittegli, venivano gettati nelle foibe: gli veniva appeso un grosso masso al collo che li trascinava verso il fondo oppure si sparava ad un componente della coppia, che cadendo trascinava con se l'altro, destinato così ad una morte di stenti ancora più dolorosa. Visita i siti: http://www.lefoibe.it/approfondimenti/basovizza.htm http://www.israt.it/Israt/sportello/percorsi/morte_ipsia/morte-finale/nuova_pa4.htm
February 08 Test....
1) Quale è tra questi il tuo colore preferito: rosso, nero, blu, verde o giallo? 2) Quale è la iniziale del tuo nome? 3) In che mese sei nato/a? 4) Quale colore preferisci: il nero o il bianco? 5) Scrivi il nome di una persona del tuo stesso sesso 6) Preferisci la California o la Florida? 7) Preferisci il mare o il lago? 8) Esprimi un desiderio (che sia realizzabile!) RISPOSTE : 1.Se hai scelto: ROSSO - Sei una persona molto all'erta e la tua vita è piena di amore. NERO - Sei una persona conservatrice e molto aggressiva. VERDE - Sei una persona particolarmente spontanea e ti fanno impazzire baci e carezze nelle tue storie. BLU - Sei una persona molto rilassata, pero ti piace divertirti pazzamente. GIALLO - Sei una persona molto allegra e sempre hai un consiglio per chiunque sia triste. 2. Se la tua iniziale è: A-K: C'è molto amore ed amicizia nella tua vita e la cosa più sicura e che tu abbia in mente un progetto in questo ambito. L-R: Generalmente ti diverti un sacco e la tua vita sentimentale fiorisce spesso. S-Z: Ti piace partecipare a festeggiamenti continui e avrai moltissimo successo nei prossimi progetti ed amori. 3. Se sei nato/a in: Gennaio-Marzo: Quest'anno sarà molto bello e scoprirai che una persona che non avresti mai pensato e’ innamorata di te. Aprile-Giugno: Avrai una storia d'amore che durerà poco però ricorderai tali momenti molto a lungo. Luglio-Settembre: Ti innamorerai inaspettatamente di una persona che ti è molto vicina. Ottobre-Dicembre: Non sarai molto fortunata nei tuoi amori, però non ti scoraggiare perché presto scoprirai la tua dolce meta’. 4. Se hai scelto: NERO: La tua vita cambierà, e sebbene in questo momento ti appaia terribile sarà poi la cosa migliore che ti possa capitare. BIANCO: Avrai un amico che ti confiderà tutto e si preoccuperà per te. 5. Questa è una delle tue migliori amiche o un tuo migliore amico 6. Se hai scelto: CALIFORNIA: Ti piace l'avventura e ti stimolano le sfide. FLORIDA: Sei una persona che preferisce rilassarsi e distrarsi con tranquillità. 7. Se hai scelto: LAGO: Sei una persona che si compiace delle sue amicizie e storie d'amore e che e molto conservatrice. MARE: Sei una persona molto spontanea. 8. Questo desiderio si realizzerà solo se lo copierai sul tuo blog in 20 minuti February 07 Gnothi sauton
Socrate (469 a.C.-399 a.C.)
Socrate nacque ad Atene nel 469 a.C. da Sofronisco, scultore, e da Fenarete, levatrice. Si avvicinò giovanissimo alla filosofia e conobbe Anassagora ed i Sofisti.
Socrate non scrisse nulla e tutto ciò che sappiamo di lui lo dobbiamo in massima parte a Platone (che fa di lui il personaggio principale di quasi tutti i suoi Dialoghi) e a Senofonte (cfr. I Memorabili). Socrate non scrisse nulla. Il che non fu affatto casuale. Perché la filosofia come lui la intendeva non si poteva limitare a qualcosa di scritto, visto che nessuno scritto - secondo Socrate - può stimolare alla ricerca ma può solo comunicare una dottrina. In altri termini, la filosofia era vista da Socrate come un dialogo continuo, un esame incessante di sé e degli altri e non un insieme di teorie preconfezionate. E lo scopo della filosofia è quello di aiutare l'uomo a venire in chiaro a se stesso, portarlo al riconoscimento dei suoi limiti e renderlo giusto, cioè solidale con gli altri. Perciò Socrate prese come suo motto ciò che era scritto sul frontone del tempio di Apollo a Delfi, e cioè gnothi sauton, "conosci te stesso". E "conosci te stesso" vuole appunto dire: riconosci in primo luogo quello che sei, e cioè un uomo, per cui un abisso ti separa dal divino! Per conoscere noi stessi, la prima condizione è quella di riconoscere le proprie possibilità ed i propri limiti, cioè liberarci dalla vana presunzione di sapere tutto (come sostenevano ad es. i Sofisti). Per arrivare a ciò, Socrate si serviva di un particolare metodo che ha i suoi punti salienti nella ironia e nella maieutica. L'ironia (dissimulazione, finzione) è quell'insieme di domande, interrogativi, provocazioni paradossali di cui Socrate si serviva per distruggere la presunzione di sapere del discepolo, per far quindi sorgere il dubbio sulle proprie conoscenze riconoscendone la fragilità, e per impegnare successivamente il discepolo nella ricerca della verità libero ormai da pregiudizi e illusioni. Dopo aver distrutto il sapere fittizio del discepolo, Socrate non vuole però che egli si appropri delle teorie eventuali del maestro. Socrate non vuole dare al discepolo una sua dottrina, bensì lo vuole stimolare nella ricerca della sua, personale verità. Questo modo di procedere è la maieutica, l'arte della levatrice, che la madre di Socrate, Fenarete, esercitava. come la levatrice aiuta le donne a partorire i figli, così Socrate vuole aiutare il discepolo a partorire da solo la verità. La ricerca della verità è, al tempo stesso, la ricerca del vero sapere e del modo migliore di vivere. Infatti l'uomo non può che tendere a scoprire quello che è e quello che deve fare per vivere nel modo migliore. Ma questo vuol dire che colui che conoscesse il bene, dovrebbe agire di conseguenza e vivere secondo virtù. Si tratta soltanto di sapere che cosa è veramente il bene. Il bene per l'uomo è ciò che fa sì che egli diventi quello che la sua natura più profonda esige. Se io rifletto, potrò giungere a scoprirlo, per cui è proprio il sapere, la conoscenza, che permette all'uomo di conoscere se stesso e quindi di conoscere qual è il modo più adatto per vivere felice. Colui che sa - secondo Socrate - sa far bene i propri calcoli e sceglie in ogni caso la cosa migliore per lui, indicata dai greci col termine di areté. La vera felicità pretesa da Socrate è quella duratura, la quale non può essere la felicità del corpo, che è caduco, ma soltanto quella dell'anima, che è immortale. Il motto delfico vorrà allora dire, per Socrate, "conosci la tua anima", "conosci la tua psyché", giacché l'uomo, nella sua essenza più profonda, non è altro che la sua anima. Ciascuno deve invece "conoscere se stesso" e sviluppare ciò che è "proprio" della sua natura, senza preoccuparsi delle cose altrui, finché non sia in chiaro con se stesso. In breve, l'uomo veramente libero è colui che usa il proprio corpo e le cose senza esserne schiavo, è dunque colui che sa dominare se stesso, dirigere i propri impulsi e istinti senza negarli ma usandoli senza eccedere. Colui che al contrario diventa schiavo dei suoi istinti, lo fa perché, secondo Socrate, non ha riflettuto abbastanza, non ha conosciuto qual è la verità e la felicità. "Pecca" insomma per ignoranza, giacché crede che quelle cose siano per lui le più adatte. Un errore di giudizio è quindi alla base di ogni colpa e di ogni vizio. Al contrario, se uno sapesse veramente qual è la cosa più giusta, si comporterebbe, per Socrate, di conseguenza, e non "peccherebbe" più... perché non ci si può rendere schiavi, direbbe Socrate, di ciò che non ha valore. Egli era convinto che l'uomo deve impegnarsi a fondo nella conoscenza, anche se non potrà raggiungere un sapere perfetto. E' questo il mezzo migliore per raggiungere la felicità, giacché "una vita senza ricerca non è vita umana". February 06 Qualcosa che non c'è![]() Tutto questo tempo a chiedermi Cos'è che non mi lascia in pace Tutti questi anni a chiedermi Se vado veramente bene Così Come sono Così Così un giorno Ho scritto sul quaderno Io farò sognare il mondo con la musica Non molto tempo Dopo quando mi bastava Fare un salto per Raggiungere la felicità E la verità è Ho aspettato a lungo Qualcosa che non c'è Invece di guardare il sole sorgere Questo è sempre stato un modo Per fermare il tempo E la velocità I passi svelti della gente La disattenzione Le parole dette Senza umiltà Senza cuore così Solo per far rumore Ho aspettato a lungo Qualcosa che non c'è Invece di guardare Il sole sorgere E miracolosamente non Ho smesso di sognare E miracolosamente Non riesco a non sperare E se c'è un segreto E' fare tutto come Se vedessi solo il sole Un segreto è fare tutto Come se Fare tutto Come se Vedessi solo il sole Vedessi solo il sole Vedessi solo il sole E non Qualcosa che non c'è February 04 A se stesso![]() Or poserai per sempre,
Stanco mio cor. Perì l'inganno estremo, Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento, In noi di cari inganni, Non che la speme, il desiderio è spento. Posa per sempre. Assai Palpitasti. Non val cosa nessuna I moti tuoi, nè di sospiri è degna La terra. Amaro e noia La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo. T'acqueta omai. Dispera L'ultima volta. Al gener nostro il fato Non donò che il morire. Omai disprezza Te, la natura, il brutto Poter che, ascoso, a comun danno impera, E l'infinita vanità del tutto. Giacomo Leopardi February 03 Alla seraForse perché della fatal quiete Tu sei l'immago a me sì cara vieni 0 sera! E quando ti corteggian liete Le nubi estive e i zeffiri sereni, E quando dal nevoso aere inquiete Tenebre e lunghe all'universo meni Sempre scendi invocata, e le secrete Vie del mio cor soavemente tieni. Vagar mi fai cò miei pensier su l'orme Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge Questo reo tempo, e van con lui le torme Delle cure onde meco egli si strugge; E mentre lo guardo la tua pace, dorme Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge. Ugo Foscolo |
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